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Il progetto “My mask”, a cura di Mauro Cossu e Francesca Conchieri, con i contributi critici di Francesca Baboni e Stefano Taddei, riguarda un'esposizione di mascherine d'autore realizzate da un gruppo di artisti su invito, con l'unico vincolo che fossero predisposte per essere indossate.

"La maschera è stata per molto tempo soltanto un modello utile a camuffarci in alcune occasioni.
In realtà la società contemporanea non ci permette piu' di essere noi stessi.
Mascherarsi è diventato una sorta di dovere sociale. I generi oramai hanno codici visivi e comportamentali a cui attenersi, pena l'esilio dalla collettività o da qualsiasi sussidio economico.
La recente pandemia ha dato al concetto di maschera una sorta di igienica demarcazione. Quando si parla di salute ogni beltà viene certamente messa all'angolo, sebbene sia in realtà un proliferare di ulteriori nascondimenti. In questo margine di visuale si situa questo innovativo progetto, che propone di mascherare in modo artisticamente peculiare questo anonimato sociale. Non si confronta con il salutare ma con il post-industriale, proponendo una creatività che possa rivestirlo di significati assolutamente inediti."
Francesca Baboni, Stefano Taddei

/ The project “My mask” curated by Mauro Cossu and Francesca Conchieri, with the critical contributions by Francesca Baboni and Stefano Taddei, is a masks exhibition created by a group of artists, invited with a single constraint: its must be wearable.

"The mask was for a long time an object we used to disguise ourselves on certain occasions.
In reality, contemporary society no longer allows us to be ourselves.
Masquerade has become a sort of social duty. The genders now have visual and behavioral codes to follow, on pain of exile from the community or from any means of economic sustenance.
The recent pandemic has given the concept of the mask a sort of hygenic demarcation. When it comes to health, beauty has no role anymore; there is actually a proliferation of further hiding.
This innovative project reflects this view, which proposes to mask this social anonymity in a uniquely artistic way. It is not concerned with health but with the post-industrial, proposing a creative approach that can bring to it completely new meanings."
Francesca Baboni, Stefano Taddei
(Translater: Patricia Smith)

/ "Die Maske war lange Zeit nur ein nützliches Werkzeug, um uns für bestimmte Gelegenheiten zu tarnen.
Die Lebensumstände unserer heutigen Gesellschaft erlauben uns nicht mehr, wir selbst zu sein. Die Maskerade ist zu einer Art sozialen Pflicht geworden. Gesellschaftliche Gruppen haben jetzt visuelle Codes und Verhaltensmuster, an die sie sich unter Androhung der Verbannung aus der Gemeinschaft oder dem Entzug ihrer wirtschaftlichen Unterstützung halten müssen.
Die jüngste Pandemie hat dem Begriff der Maske eine Art hygienischer Abgrenzung gegeben. Wenn es um Gesundheit geht, wird jede Schönheit in die Enge getrieben, ungeachtet dessen das es sich um eine Expansion von Verstecken handelt. Am Rande dieser Vision siedelt das Projekt "My Mask", welches die soziale Anonymität auf künstlerisch Weise zu maskieren versucht. Sie beschäftigt sich nicht mit dem Gesunden, sondern mit sich selbst und dem Ausstellungsort, dem postindustriellen Erbe und empfiehlt kreatives Handeln und die Überdeckung von Bedeutungsebenen mit völlig neuen Inhalten."
Francesca Baboni, Stefano Taddei
(Übersetzung: Eckehard Fuchs)

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Artist Paola Alborghetti/ Title Copertura d’espressione Se il viso deve essere qualcosa allora è l’espressione di ciò che non è espresso. Ciò che non esprimo a parole è nelle linee, nella materia, nel colore. Se devo immaginarmi un qualcosa che copra il volto desidero che sia proprio questo. Se devo continuare a portare la maschera, solo l’azione spontanea del disegno può liberarla dalla sua abituale funzione / “If the face must be something then it is the expression of what is not expressed. What I do not express in words is in lines, in matter, in colour. If I have to imagine something that covers the face I want it to be just that. If I have to keep on wearing the mask, only the free and spontaneous action of the drawing can free it from its usual function…” Materials: fabric, watercolor, oil pastels on paper Date of pubblication 4.6.2020

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Dal 28 maggio alla prima metà di luglio le opere di “My mask” verranno rese pubbliche, dal giovedì alla domenica su Instagram  @p.i.r.postindustrialeruralita con l’hashtag #mask2020nl , facebook @ruinascontemporaneas @PIRpostindustrialeruralita e raccolte nelle galleries dei siti web  http://www.ruinascontemporaneas.it
https://nomadiclandscape.altervista.org/
http://www.postindustriale.it

L’esposizione itinerante con le opere originali, che prevede una serie di tappe italiane ed europee, verrà inaugurata il 18 luglio 2020 presso Centro 3T* (Via Scianica 6, Sellero, BS) e proseguirà all’interno del progetto Nomadic Landscape nel corso 2021.

Gli artisti coinvolti da Mauro Cossu e Francesca Conchieri: Paola Alborghetti ed Eckehard Fuchs che a sua volta hanno invitato Gertrud Fuchs, Ulrike Mundt, Randolf Pirkmayer, Maria Rucker, Patricia Smith; Mme Duplok; Alessio Larocchi che a sua volta ha invitato Bruno De Blasio, Antonino Bove, Claudia Canavesi, Gabriele Menconi; Giosuè Marongiu; Yari Miele che a sua volta ha invitato Karim Forlin, Emanuela Rizzo, Marco Scifo; Egle Oddo; Domenico Pievani; Rudi Punzo; Chiara Trivelli; Paola Zorzi che a sua volta ha invitato Carlotta Cernigliaro e Armando Riva. Coinvolti da Francesca Baboni e Stefano Taddei: Hannes Egger, Ulrich Egger, Arnold Mario dall'O, Laurina Paperina, Josef Rainer.

Per info

Mauro Cossu +39 324 0990943 mauro@ruinascontemporaneas.it
Francesca Conchieri +39 338 3853762 conchieri.francesca@gmail.com

La gallery dei lavori pubblicati / Pubblicated works gallery:

Artist- Eckehard Fuchs / Title- Polygonal skin / Due tracce del tempo: la maschera come stereotipo del volto e l’altra un relitto del periodo pandemico / Two tracks of time: the mask as a stereotype of the face and the other a wreck of the pandemic period / Materials: paper, nail polish, mask used during the pandemy/ Date of publication 28.05.2020

Artist - Gertrud Fuchs/ Title - Nachtigal Usignolo/ Il viso si è fermato. E che peccato non è baciato! / The face is terminated and what a pity - not kissed!/ Date of publication 29.05.2020

Artist - Paola Zorzi/ Title - Subnet Mask/ A proposito di ciò "che sta sotto" la superficie.  La maschera in questo caso è tutto ciò che sottende a tutta la rete di collegamenti e instradamenti che rendono possibile la comunicazione nel web. La rete come sovrastruttura del nostro io relazionale attuale.  Allo stesso modo sotto  la maschera c' è il viso, uno dei tanti elementi identitari di noi stessi, un “noi” risultato delle innumerevoli sottese  relazioni  e #interazioni che popolano la nostra vita. Soprattutto in questa particolare contingenza./ About this "that is below" the surface. The mask in this case is everything that underlines the #network of connections and routing that make possible the #communication on the web./ The network as superstructure of our current relational self. In the same way under the mask there is the face, one of many identity elements of ourselves, “a we” the result of the many underlying relationships and interactions that populate our lives. Much more in this particular contingence./ Materials: cotton fabric thin piece of wool baking paper/ Date of publication 30.05.2020

Artist Armando Riva/ Title language it's a virus/ Il linguaggio è un virus, contamina, infetta, rende tutti uguali davanti all'evidenza dell'incomprensione. Siamo tutti malati di linguaggio. Dobbiamo tutti difenderci dal linguaggio./ Language it's a virus, contaminates, infects, makes everyone equal in the face of evidence of incomprehension. we are all sick of language. we must all defend ourselves from language./Date of publication 31.05.2020

Artist Armando Riva/ Title language it's a virus/ Il linguaggio è un virus, contamina, infetta, rende tutti uguali davanti all'evidenza dell'incomprensione. Siamo tutti malati di linguaggio. Dobbiamo tutti difenderci dal linguaggio./ Language it's a virus, contaminates, infects, makes everyone equal in the face of evidence of incomprehension. we are all sick of language. we must all defend ourselves from language./Date of publication 31.05.2020